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QUELLO SGUARDO PER NON TEMERE IL BUIO
Fede è lasciarsi andare con la certezza di non cadere.
È immaginare l'ignoto con la certezza che sarà realtà.
È abbandonarsi al domani con fiducia, è accettare il fato, non con rassegnazione, ma con una speranza che diviene certezza.
Grande pluralità di fedi nel tempo e nello spazio, ma un’unica caratteristica che tutte le accomuna: quello sguardo proteso verso qualcosa che possa donare senso e permetta di non temere il buio.
C'è chi dice: “ Se credi e non c’è nulla, poco male, ma se è vero il contrario sarebbe un grave errore non aver creduto.”
Io penso, invece, che non si debba scommettere sulla fede, che non ci si possa improvvisare credenti senza reale convinzione e non credo neppure che la si possa imporre ad altri con lusinghe o paure.
Ha senso, secondo me, anche la semplice constatazione dell'esistenza, pur con la consapevolezza che ogni singola vita di questo mondo è destinata a finire. Ciò che conta è l'insieme, ed è fede credere all'idea di un tutto di cui ognuno è stato o è parte, un tutto che all'infinito si trasforma, che contiene inevitabilmente il bene e il male e che come fine ultimo non ha che il proprio esistere.
Ritengo che nulla in questo campo possa essere smentito o affermato con assoluta certezza.
Ciò che è veramente importante è non dare per scontato che il proprio pensiero sia superiore ad altri ed è fondamentale il rispetto per ogni credo, che deve necessariamente essere reciproco.
L’intolleranza verso chi la pensa in modo diverso, anche solo per sminuire l'altro, non ha mai portato a nulla di buono e spesso ha finito per scatenare episodi più o meno gravi di violenza che, se contestualizzabili nel passato, sono ormai del tutto inaccettabili.